Dal Texas all’Italia, un nuovo modo di formare i leader

Nel cuore del Texas, nell’area di Austin, sta crescendo un’esperienza universitaria che prova a tenere insieme ciò che spesso siamo abituati a considerare separatamente: preparazione professionale e formazione della persona, impresa e servizio, innovazione e responsabilità, leadership e principi cristiani.
È la Austin Christian University, giovane realtà universitaria nata a Georgetown con una visione sintetizzata in tre parole: Christ, Craft, Culture.
Cristo come fondamento della persona, la competenza come responsabilità verso il proprio lavoro, la cultura come spazio nel quale mettere ciò che si è imparato al servizio degli altri.
Non si tratta semplicemente di aggiungere una componente religiosa a un percorso accademico. L’idea è più profonda: formare persone capaci di avere successo senza separare il successo dal significato che gli viene attribuito. Ed è proprio questo aspetto a rendere interessante l’esperienza texana anche da una prospettiva italiana.
Perché molte delle parole che dominano oggi il linguaggio della formazione manageriale — leadership, coaching, mentoring, responsabilità, capacità di creare valore — incontrano qui principi che appartengono da secoli alla tradizione cristiana: servizio, generosità, attenzione all’altro, responsabilità personale, capacità di guidare attraverso l’esempio.
John C. Maxwell, tra i più conosciuti autori e formatori internazionali sulla leadership, proviene egli stesso da una formazione pastorale cristiana. La sua celebre sintesi, “Leadership is influence”, riporta il concetto di leadership alla capacità di incidere sugli altri, prima ancora che alla posizione occupata.
Non sorprende, allora, che Maxwell sia stato coinvolto anche nelle attività della Austin Christian University, dove il rapporto con imprenditori, professionisti e leader rappresenta parte dell’esperienza formativa.
Ed è qui che il modello americano diventa interessante.
Non soltanto teoria, ma applicazione. Non soltanto aula, ma esperienza. Non soltanto competenze, ma carattere.
Gli studenti vengono avvicinati all’imprenditorialità, alla costruzione di progetti, all’innovazione e alle nuove tecnologie, mantenendo contemporaneamente una formazione cristiana e teologica.
In un’epoca nella quale l’intelligenza artificiale sta trasformando professioni e imprese, questa impostazione assume un significato particolare: la tecnologia può moltiplicare ciò che una persona è capace di fare, ma non può stabilire quali valori debbano guidare ciò che farà.
Ed è probabilmente questo il punto che interessa maggiormente anche guardando dall’Italia.
A conoscere da vicino questa realtà sono John e Marianna Tufaro, che dal 2017 guidano Celebration Church a Caserta e sono Italian Ministries Directors della realtà internazionale fondata in Texas da Joe e Lori Champion.
Il rapporto con il Texas, quindi, non nasce oggi. È una relazione costruita negli anni, attraverso formazione, confronto e condivisione di una stessa visione.
Ma oggi quella relazione assume un significato che può andare oltre l’esperienza ecclesiale.
Perché John Tufaro non guarda al Texas soltanto per osservare ciò che è stato costruito. Guarda a quel modello per comprendere quali principi possano essere tradotti nella realtà italiana.
Lo sguardo, allora, torna inevitabilmente all’Italia. Lo scopo non è replicare semplicemente un modello americano, né trasferire da una parte all’altra dell’oceano formule già pronte. È riuscire a portare nel nostro territorio quanto di più utile questa esperienza può offrire, creando anche qui nuove opportunità formative e offrendo soprattutto alle giovani generazioni strumenti per crescere.
Una formazione che parta dall’essere, prima ancora che dal fare. Perché è dall’identità, dai valori e dalla consapevolezza della propria responsabilità che nasce, necessariamente, anche un modo diverso di studiare, lavorare, fare impresa, innovare e guidare gli altri.
È questa, in fondo, la visione che dal Texas guarda all’Italia: formare persone prima ancora che professionisti, perché dal loro essere possa nascere un fare capace di produrre valore senza perdere mai di vista l’altro.